SCRIVERE DI FILOSOFIA

17,50

Letteratura e Filosofia a confronto 

Chiara Cozzi

Hanno contribuito al volume: Giuseppe Girgenti, Daniel Blue, Giacomo Carrus, Sonia Cosio, Giangiuseppe Pili, Giuseppe Varnier.

Fin dalle origini della filosofia greca è esistito un dissidio tra filosofia e poesia, tuttavia il rapporto sussistente tra le due discipline ha subito una notevole evoluzione.
I saggi contenuti nel volume intendono indagare tale rapporto, con particolare attenzione al fornire interpretazioni di tipo filosofico di opere letterarie, mentre in altri saggi viene messo in luce come molti filosofi, Nietzsche e Kierkegaard tra gli altri, possano essere considerati scrittori a tutti gli effetti.

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Descrizione

Indice degli abstract

 Daniel Blue – Capitolo 1

Nietzsche scrittore. Una disamina di alcune strategie letterarie            

Unico tra i filosofi, Nietzsche attira due tipologie di pubblico: i filosofi professionisti ed il grande pubblico. In questo articolo sostengo che questa separazione tra i lettori riflette due strategie che Nietzsche porta avanti nei suoi scritti. Da una parte offre idee che potremmo interpretare come etiche o metafisiche. Al tempo stesso vuole drammatizzare gli aspetti esistenziali delle sue dottrine, e particolarmente la sua credenza che le visioni filosofiche dell’individuo ci dicono qualcosa in merito a colui che le sostiene. Questi approcci tendono ad attirare differenti tipologie di lettori. Tuttavia, le manovre sono complementari, e viene proposto che una visione che comprenda entrambe fornirebbe un più completo apprezzamento delle posizioni e delle convinzioni di Nietzsche.

Giacomo Carrus – Capitolo 2

Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura. Uno sguardo filosofico su Howard Phillips Lovecraft

Nei confronti delle forze cosmiche che dominano l’universo l’Uomo non è niente di più di un ‘incidente’. Su questo si fonda il cosmicismo di H.P. Lovecraft e attorno ad esso si sviluppa il retroterra filosofico e culturale che fa da base alla sterminata produzione letteraria dell’autore di Providence. Questa chiave di lettura offre l’opportunità di analizzare alcuni punti della visione lovecraftiana del mondo e proporre degli spunti di riflessione che possano, auspicabilmente, contribuire a valorizzare il pensiero di uno dei ‘maestri’ della letteratura horror.

Sonia Cosio – Capitolo 3

Un seduttore, un marito, un uomo di Dio. La narrativa filosofica in Kierkegaard come emblema dell’esistenza

Søren Kierkegaard è uno degli emblemi dell’esistenzialismo, portatore di una dialettica del tutto peculiare, fautore del salto da una dimensione all’altra dell’esistenza. La sua filosofia, intensa e impregnata del suo stesso vissuto, delle sue ansie e delle sue angosce, è spesso esternata in una forma non tipicamente filosofica: il più delle volte, infatti, Kierkegaard sceglie di evitare il saggio, preferendovi il romanzo, l’aforisma, il discorso o una forma di saggio, potremmo dire, ibrida.

La componente filosofica della sua narrativa, tuttavia, è indiscutibile: molte sue opere possono certamente essere lette come racconti, ma non bisogna credere che i personaggi proposti non rappresentino molto di più. I personaggi che Kierkegaard sceglie per i suoi romanzi, infatti, sono l’emblema della sua visione filosofica dell’esistenza. In essi e tramite essi, si esprime Søren stesso: non il filosofo o il poeta, ma l’uomo, con le proprie difficoltà e i propri turbamenti.

Da una disamina delle figure più celebri che spiccano dalle sue pagine, dunque, sarà possibile apprezzare come ci sia sempre molto di personale, molto di Søren negli scritti di Kierkegaard, per quanto lui li affidi a editori e autori pseudonimi che sono essi stessi richiami non casuali al pensiero esistenzialista offerto al lettore. Si tratta di opere che non sono dei veri e propri saggi, bensì delle liriche, dei carteggi, quasi dei racconti. In queste carte, tuttavia, non si ritrova nulla di fittizio a parte il modo con cui l’autore sceglie di sottoporci i temi che gli stanno a cuore: questi temi, sentiti e profondamente meditati da Kierkegaard, sono a suo avviso ravvisabili lungo il percorso esistenziale di ciascun singolo che si affacci al mondo.

Chiara Cozzi – Capitolo 4

L’apologia del Mandarino cinese

Il presente saggio intende mostrare come un caso letterario come quello del Mandarino cinese possa aver fornito spunti di riflessione anche per la discussione filosofica. Partiremo dunque da questo caso letterario che prevede la possibilità di guadagnare un’enorme somma di denaro se solo si uccidesse un uomo innocente. La situazione garantisce la totale impunità ed è priva di violenza, non c’è spargimento di sangue, si uccide premendo un pulsante. Dopo aver mostrato le principali occorrenze della vicenda in letteratura se ne analizzeranno anche le implicazioni filosofiche, con particolare riferimento al tema della distanza. Verrà studiata anche la prospettiva di filosofi contemporanei, che indagano la tensione esistente tra il raggiungimento di un vantaggio personale e il disinteresse relativo alle sofferenze di estranei.

Giangiuseppe Pili – Capitolo 5

Conrad oltre la tenebra. La filosofia dietro le quinte di un classico della letteratura

Ogni grande autore della letteratura ha una sua visione filosofica perlomeno sottintesa, la quale si mostra attraverso la costruzione delle trame, dei personaggi e delle situazioni. Joseph Conrad è stato uno dei più grandi scrittori del XX secolo, autore di capolavori come Cuore di tenebraLord Jim e i racconti di terra e di mare. Ma che filosofo fu Conrad? In questo testo cercheremo di delineare i grandi temi della sua visione del mondo, una visione profonda e in linea con i più grandi valori della filosofia occidentale.

Giuseppe Varnier – Capitolo 6

La semplicità della poesia

In questo breve contributo, mi concentro sul contenuto della poesia, non tanto sul suono e sulla forma. Sostengo che molto spesso se non sempre la grande poesia fa leva sulla semplicità, ma una semplicità che contiene un singolo, decisivo messaggio nascosto nelle complicazioni della struttura poetica superficiale, e non è evidente a prima vista. Sostengo anche che usualmente questo messaggio è collegato all’autoriferimento proprio della poesia stessa, il fatto che la poesia parli del suo farsi e del suo significato, e di come l’autore sia coinvolto in essi. Questo è un fatto che richiede appunto che la stessa semplicità diventi tematica. Tento di illustrare queste tesi con esempi da vari poeti lirici, tra cui Shakespeare, Blake, Baudelaire, Ungaretti, Hölderlin, Dickinson e Issa.

 

Chiara Cozzi è dottore di ricerca in Filosofia e Scienze della mente e ha condotto ricerche nell’ambito della filosofia morale. Nella stessa collana ha pubblicato i saggi: La medicina tradizionale cinese e la filosofia orientale e La dottrina del duplice effetto e i conflitti bellici.

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